la città e la diocesi

Il sito presenta tracce di insediamenti a partire dall’VIII-VII sec. a. C.; le tracce proseguono oltre il periodo greco e romano e coinvolgono anche il periodo bizantino fino al Medioevo.

Durante il sec. XII, il consolidamento del regno degli Altavilla è contrassegnato dagli aspri contrasti tra i diversi gruppi etnici presenti nella zona. La lotta culminerà nel 1161, sotto il regno di Guglielmo I, con la distruzione della roccaforte lombarda su Piano Martino, a ovest della città odierna: i baroni lombardi, per contrapporsi alla politica accentratrice del sovrano avevano annientato la resistenza islamica, ancora presente nelle campagne della zona. La città venne quindi ricostruita sull’attuale sito sopra il colle Mira a partire dal 1163, attorno al nucleo del vecchio castello (attuale Episcopio, accanto al convento francescano), oggi denominato quartiere Monte.

Durante il regno di Federico II la città si espande con una colonia lombarda proveniente da Piacenza, le cui tracce sono rimaste nel dialetto locale. Nei secoli successivi sorgeranno i quartieri Castellina e Canali, inglobati nella cinta murarie e per ultimo il Casalotto fuori dalle mura della città. Un notevole impulso venne inoltre dato dall’edilizia religiosa, soprattutto grazie ai numerosi insediamenti religiosi.

Nel corso del sec. XX la città ha avuto un ulteriore ampliamento urbanistico nella direzione nord (verso Enna e l’autostrada Palermo-Catania) e verso sud (verso Gela e la costa meridionale della Sicilia).

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La storia della diocesi di Piazza Armerina inizia nel XIX secolo. Il decreto di erezione fu emesso, infatti, il 3 luglio 1817 dal Papa Pio VII. Essa comprendeva inizialmente i Comuni di Piazza, Aidone, Assoro, Barrafranca, Caropepe (Valguarnera), Castrogiovanni (Enna), S. Filippo d'Agira, Imbaccari, Leonforte, Nissoria, Pietraperzia, Villarosa, smembrati dalla diocesi di Catania. Era suffraganea dell'Arcidiocesi di Monreale. In seguito alla ristrutturazione di alcune diocesi di Sicilia, in data 20 maggio 1844, Piazza Armerina perdette i Comuni di Assoro, S.Filippo d'Agira, Imbaccari, Leonforte e Nissoria, che furono aggregati alla nuova diocesi di Nicosia, per acquisire i Comuni di Butera, Mazzarino, Niscemi, Riesi e Terranova (Gela), smembrati dall'Arcidiocesi di Siracusa. Di essa divenne suffraganea la diocesi fino all'anno 2000. Oggi con la istituzione della Sede Metropolitana di Agrigento, Piazza Armerina ne è divenuta suffraganea assieme a Caltanissetta.
Il suo territorio ha una estensione di 2.003 Kmq., seconda in Sicilia solo alla diocesi di Agrigento. Confina a Nord con le diocesi di Nicosia e Cefalù; a est con Caltagirone e Ragusa; a Ovest con Caltanissetta e Agrigento. I suoi abitanti, secondo i dati del censimento 2001, ammontano a 220.299. La diocesi si articola in 12 Vicariati Foranei, tanti quanti sono i Comuni che la costituiscono, con 75 Parrocchie, di cui 13 tenute da Religiosi. Operano in diocesi 9 Comunità religiose maschili e 23 femminili. Vi operano 99 sacerdoti secolari; i Religiosi sono 46; le Religiose 165; i Diaconi Permanenti 8.

La Patrona della Diocesi è Maria SS. delle Vittorie, Patrono secondario San Gaetano.